PARMA, 9/01/07Anno nuovo vita vecchia ed io, ritornato nella nebbiosa Emilia, mi dedico a quella che è oramai da mesi la mia maggiore infruttuosa attività: i colloqui.
Questo colloquio me lo sono procurato con i denti. Praticamente dopo l'esperienza con
l'azienda buffona, sono andato all'agenzia di lavoro che mi aveva procurato il corso e con fare garganico ho detto: "
mò truuateme na cosa bbona!"
Tempo due giorni e ho ricevuto la telefonata dalla dolce aliena delle risorse umane che mi informava che il giorno 9 gennaio ero pregato di presentarmi alla sede centrale di una banca a due passi da casa.
Stamane sveglia all'alba, cioè alle sette e mezza e dopo una veloce doccia e un'ancor più veloce colazione mi ritrovo infagottato nella mia giacca e cravatta a fare il conto delle cose che mi occorrevano: calcolatrice ce l'ho; curriculum ce l'ho; foto tessera ce l'ho; sonno ce l'ho.
Mi dirigo al capolinea del quattro (così, solo per far intuire alla gente di Parma dove abito) e con un rapido cambio di autobus sequenziali, cioè prendo il cinque, e un centinaio di metri a piedi, tempo una ventina di minuti, mi trovo perfettamente in ritardo alla sede di colloquio.
Siamo una decina di ragazzi ed io tra tutti sono il più vecchio, dopo una scheda compilata a tempi di record, visto il mio ritardo, la biondissima aliena delle risorse umane, notate che sono sempre bionde e sorridenti questi esseri scesi nel nostro pianeta per la conquista del mondo, ci spiega i mirabolanti piani di espansione dell'azienda e le caratteristiche che deve avere l'essere bancario perfetto e lecchino che stanno cercando.
Prima provaLa prima prova consiste nel descriverci brevemente prendendo come spunto alcuni punti elencati in un foglio che ci hanno distribuito. Abbiamo cinque minuti di tempo per prendere nota e preparare la presentazione.
Inizia un ragazzo alto e magro: "vengo dal Gargano", ah un conterraneo, "ho studiato a Siena e per me lavorare in banca è la coronazione di un sogno."
Raccontala ad un altro sta stronzata, caro conterraneo, e poi levati dalla bocca quel cazzo d'accento toscano, metti le "c" al suo posto e comincia a pronunciare le "d" al posto delle "t" per cortesia! (L'autore con questa frase non ha intenzione di denigrare il bellissimo accento toscano, ma il suddetto ritiene che mascherare l'accento, sia una forma di fuga dalle nostre nobili origine pastorali e agricole... Come se in toscana non ci fossero le vacche...)
Il tipo si dilunga e viene braccato dalla riccia aliena dell'agenzia di lavoro che ci fa da "tutor", molto carina la tipa, come la maggior parte delle dipendenti delle agenzie di lavoro, ma di questo avrò modo di raccontarvi in altre occasioni...
Ricomincia il giro delle presentazioni un secondo ragazzo: "salve a tutti, sono tizio e come sto snaturato (in realtà non ha detto così, questo lo metto io) vengo dal Gargano", cazzo già a quota tre! Ma non possiamo stare alle case nostre a pascolare mandrie di vacche podoliche o a pescare anguille? Il tipo continua: "precisamente vengo da San Giovanni Rotondo." pure compaesano... Com'è piccolo il mondo dei colloqui...
Dopo altre presentazioni inutili tocca a me. Chiedo con sofisticati segnali alieni (cioè alzando la mano), alle gentili signorine che vorrei parlare e ignorando completamente i punti elencati nel foglietto e le mie diligenti note prese nei cinque minuti a disposizione vado a muzzo, impappinando l'impappinabile e rischiando di addormentarmi un paio di volte, vista la noiosità della mio discorso...
Dopo di me è il turno di LUI! Piccolo, magro, area saccente, giacca, jeans e scarpe da tennis. La tipica persona che è in lizza con te ogni colloquio, nei colloqui singoli non lo puoi notare, ma in quelli di gruppo si fa notare. Si siede vicino a te e parla immancabilmente dopo di te, per far crollare quello straccio di presentazione che hai fatto.
Parlo di LUI: quello più bravo di te! Starei ore a dissertare su questo strano personaggio venuto a rovinare il tuo colloquio, potrei dirvene tante, ognuno di voi ne ha uno e se vi è andata bene qualche volta è perché lui, di sua spontanea volontà ha scelto di lasciarti il lavoro. Potrei stare qui ore e ore a raccontarvi dei personaggi che si incontrano ai colloqui per quante ne so potrei anche scrivere un libro, ma non lo faccio perché questo essere lo trovi in lizza anche nelle case editrici e per quanto tu ti sforzi a fare un bel libro, azzeccando quasi tutti i congiuntivi (tutti è difficile), lui scriverà un libro meglio di te, ma non divaghiamo altrimenti vi lamentate che faccio post troppo lunghi.
Dicevo, inizia l'infimo: "Ciao sono tizio, vengo da Bari, ho 22 anni mi sono laureato già da un po' di mesi, ho lavorato con mio padre, nel suo studio di commercialista anche durante gli studi, sono bello forte e intelligente e vengo a fare il colloquio solo per dar fastidio a questo blogger accanto a me."
Il mio complesso di inferiorità di fronte a questo uomo tocca livelli spaventosi e vi ho risparmiato altre caratteristiche del brillante neo-laureto barese venuto a disturbare il mio colloquio e non perché non sia interessante ai fini della storia ma solo per dar sollievo al mio complesso di inferiorità.
Seconda provaLa seconda è una prova logica e voi che mi leggete da un po' sapete che i miei post sono tutto tranne che logici, ma intanto che formulo sta frase la riccia morettina aliena "tutor" dell'agenzia di lavoro mi ha già dato il foglio e il libricino con i test.
"Facciamo un esempio", ci dice. Legge l'esempio e ci chiede, secondo noi, quale sia la risposta esatta, azzardo una risposta, sbaglio. Figura di merda. E' inutile dirvi che il barese accanto a me l'ha azzeccata.
Iniziamo il test, praticamente bisogna trovare l'ordine logico di alcune figure, il sonno m'invade e invece di triangoli, esagoni o cerchi, vedo solo letti, cuscini e piumoni...
Sbircio cosa fa il perfettino barese e copio un paio di risposte, ma a quel punto mi pervade un senso di colpa e decido di fare da me, visto che sono sicuro che questa infida creatura, si mette accanto a te solo per farti sbagliare il test, sicuro della tua debolezza. In realtà lui ha già finito il test con tutte le risposte esatte e ne sta facendo un altro, sbagliando apposta le risposte, conscio che tu copierai...
Prendo la decisione di fare tutto da solo, mi impegno, sudo, divento quadrato, triangolare e tondo e quando con una intuizione degna del miglior Netwon, capisco le logiche intrinseche del test, si sente la vocina dell'aliena che, stile dottor Spock o poliziotto alle elementari, ci intima di posare i fogli e uscire con le mani in alto.
Terza ProvaTrattasi di prova matematica, non devi sapere le funzioni o gli integrali, semplicissimi calcoli che riguardano le proporzioni, percentuali e altre cazzate...
Ora, nonostante sia portato per la matematica, mi sono accorto con questo test di essere totalmente fuori allenamento e il calcolo più stupido, dove un po' di buonsenso o di logica poteva aiutarmi, pareva un'esame di Analisi alla facoltà di ingegneria più tosta che ci sia e scusate la rima.
Copio qualche risposta al ventiduenne barese venuto a incendiare le pagine di questo blog, o chissà le pagine di un qualche altro libro scritto in qualche altra dimensione, dove i miei scritti mi fruttano soldi a palate e non meno donne.
Quarta provaAlla fantozziana maniera la quarta prova prevede il varo della nave con il taglio da parte della Contessa Servelloni Vien Dal Mare di un cavetto metallico che avrebbe messo in moto il meccanismo del varo...
Ma questa non è fiction ed io non mi trovo al porto di Genova e Fantozzi, seppur sfigato un lavoro lo aveva, in realtà mi trovo in una stanza con accanto un saccente barese e la quarta prova prevede un più semplice colloquio individuale.
Usciamo tutti fuori ad aspettare il proprio turno ed io un po' per galanteria e un po' perché mi andava di chiacchierare (sono giorni che le uniche persone che vedo sono i miei coinquilini e v'assicuro che non è un gran vedere), entro per ultimo.
Parla la biondissima aliena (il fatto che la popolazione di biondi nella terra sia in via d'estinzione è la riprova della mia tesi di complotto alieno).
"Prego si accomodi", mi fa, "lei è l'ultimo"
"Sì"
"Gli ultimi...", esclamò la creatura bionda venuta dallo spazio.
"...saranno i primi?", rispose speranzoso il nostro eroe in cerca di lavoro.
La tipa mi chiede le mie esperienze post-laurea e la mia disponibilità a spostarmi. Se mi prendete vado a lavorare pure sul cucuzzolo della montagna a fare i bonifici ad Heidi, al nonno a Peter e Fiocco di Neve!
Dopo aver chiarito la mia totale servitù alle regole aziendali, mi congedano e stringo la mano a tutte e tre le esaminandi, stile conseguimento di inutile laurea in un inutile università emiliana.