Trasloco


Se mi cercate non mi chiamo più Lupo Sordo, ma Tanuccio... Il mio blog non si chiama più Diario di bordo, ma Chi sventurato nasce afflitto muore e sopratutto l'indirizzo non è tanuccio-diariodibordo.blogspot.com ma questo:


Ci vediamo di là!

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Odio l'estate

Sì ho l'ho fatto.
No, non nego niente.
Sì sono stato io, signor giudice.
Ma guardi...
Mi faccia parlare!
Ai miei tempi era diverso!
Ai miei tempi le ragazze d'estate erano vestite.
Pensi che andavano tutte in giro con t-shirt e jeans.
Neanche la conottiera mettevano!
Se usciva qualcuna con una mezza scollatura o una minigonna o un pantalocino si smuoveva mezzo paese!
Sì signor giudice, andavamo a chiamare anche gli amici che non erano usciti.
Si diceva che c'era una con una scollatura e quelli uscivano.
No, signor giudice, non sono maschilista!
E che ai miei tempi era così.
E ora non sono più abituato!
Che colpa ne ho io se mettono in mostra tutta quella carne!
No, non dica così!
Non è vero che la penso come mio nonno.
Non sono antico!
Io sono moderno, sono aperto e non sono maschilista!
Al contrario i miei ormoni la vedono diversamente...
Non ci posso fare niente se i miei ormoni sono ritornati ad uno stato primordiale!
Anzi, direi primitivo!
Non è colpa mia se ho portato con me la clava e ho dato un colpo in testa a quella ragazza!
Non ci potevo fare niente!
Che dice?
I capelli?
E secondo lei i miei ormoni dopo aver dato il colpo in testa non terminavano il lavoro?
Cosa ci posso fare io se poi l'ho presa per i capelli e lo portata nella mia grotta?
Purtroppo ragionano così quei bstardi!

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Supermercato (4^ e ultima parte)

La prima parte qui.
La seconda parte qui.
La terza parte qui.

Tutta la storia in questo blog.


Non ci pensò due volte, lasciò la cassa con una scusa e uscì nella nebbia. Il portone era aperto, entrò nella gabbia dell’ascensore , premette il pulsante dell’ultimo piano sperando di non restare imprigionata in quell’aggeggio cigolante e malsicuro. Sul pianerottolo non ebbe esitazioni, l’appartamento doveva essere quello con la porta socchiusa. Entrò come una furia pur non avendo la minima idea di cosa l’aspettasse. Si infilò dentro e fu presa dall’ angoscia alla vista di quelle stanze oscurate dalle persiane chiuse, dove l’ombra scura delle pareti penetrava dentro l’anima portandovi scie lumacose di tristezza, una bava vischiosa che faceva confluire i pensieri in un unico nodo doloroso che stringeva la gola.
Fu con quello stato d’animo che si diresse verso la stanza e li vide, uno sopra l’altro, abbracciati.
Doveva agire in fretta. Si inginocchiò, lo prese per le spalle e cominciò a scuoterlo, a pizzicarlo, a schiaffeggiarlo. Per un attimo pensò che fosse morto, poi lui si riscosse e si girò verso di lei. Era bellissimo, con quell’espressione trasognata e sorpresa, il suo corpo nudo le dette un capogiro. _Chi sei? _ Le chiese con un filo di voce. _ Chi sono? Sono una povera cretina che sta rischiando di perdere il posto di lavoro per salvarti dalla galera, ladruncolo pervertito che non sei altro!_ Così dicendo prese il manichino, la parrucca e li nascose nell’armadio. _E tu rivestiti, ma sei proprio fuori, lo sai che ti stanno cercando, ti hanno scoperto!_ Lui si sentì scosso come se una corrente da 10000 watt lo avesse infilzato e si alzò in piedi, si infilò i pantaloni, mentre la sua mente cominciava a riprendere il filo degli avvenimenti, a collegarsi con la realtà. _Non è come pensi! Non puoi capire, lei non è un manichino qualsiasi, io non sono un delinquente, né un pervertito! Vai via, me la saprò cavare da solo, non voglio che tu perda il lavoro per causa mia!:_ Così dicendo le si avvicinò, e fu in quel modo che Dalinghi li trovò, in piedi uno di fronte all’altra che si guardavano, muti.

“Cosa ci fai qui?” – disse Dalinghi a Francesca.
Francesca non rispose, non sapeva cosa dire.
“Ho detto cosa ci fai qui?”, Dalinghi si avvicinò ai due e camminando estrasse la pistola, questo fece raggelare Francesca che rimase immobile nella sua posizione.
Dalinghi, con la pistola in mano, continuava ad avvicinarsi lentamente ai due. Fu allora che rivolse la parola a quello strano uomo nudo: “Non voglio farvi niente. Dimmi solo dov’è il manichino!”
”Non c’è nessun manichino qui” – rispose con voce ferma…
Dalinghi lo spostò con una manata che lo fece cadere e si diresse in stanza da letto, cercò prima sotto le coperte, poi sotto il letto ed infine dentro l’armadio, dove trovò il manichino che quasi aveva un’aria triste. Non appena lo vide, prese dalla tasca il cellulare, aveva l’intenzione di chiamare i carabinieri.
Francesca vista la scena, rinsavì e chiese a Dalinghi cosa avesse intenzione di fare.
“Chiamo la polizia e faccio mettere dentro questo ladruncolo” e detto questo uscì il manichino dall’armadio e lo appoggiò alla finestra.
“Non puoi! E’ solo un povero disgraziato!”
“E’ un ladro e questo mi basta!”
Resosi conto dell’intenzione di Dalinghi, prese una decisione, non poteva vivere lontano dal suo angelo biondo, era sicuro che con lei sarebbe volato in cielo. Così con uno scatto felino si alzò, si diresse velocemente alla finestra, abbracciò il suo angelo e si gettò nel vuoto dall’ultimo piano.
Dalinghi bestemmiando, uscì velocemente dall’appartamento e scese gli scalini a quattro alla volta, non poteva permettere che un cadavere maciullato sostasse davanti al suo supermercato, ne andava della sicurezza del negozio!
Francesca dopo aver urlato, si affacciò alla finestra.
Dovette stropicciarsi gli occhi più di una volta. Che cavolo! Non poteva credere a ciò che vedeva, anzi non poteva credere a ciò che non vedeva, non poteva credere che in strada non ci fosse nessun corpo spappolato con accanto un manichino.

Fine

In contemporanea con Omnia Munda Mundis.

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Opposizione ombra

Walter Veltroni parla alla classe dirigente del PD.

E' ora di dire basta!!!
Sì!!!!
Non si può più andare avanti così!!!
Walter! Walter!
Si è passato ogni limite!!!
Walter! Walter!
Il governo fa solo gli interessi del presidente del consiglio!
Ti amo!!!
Bisogna far ascoltare la nostra voce!
Walter! Walter! Walter!
Basta con Berlusconi che si fa le leggi ad personam!
Mamma mia usa anche il latino!
Basta con il razzismo della lega!!
Walter! Walter! Walter!
Dobbiamo andare in piazza!
Come ai vecchi tempi!
Il governo ci deve ascoltare!
Walter! Walter! Walter!
Ora andrò dal presidente del consiglio ad esporre le nostre ragioni...
Bravo Walter!
E se non vorrà ascoltarci!
Bu!!! Berlusconi finocchio!
NOI GRIDEREMO PIU' FORTE!!!!!!!!
Eh!!! Bravo!!! GRIDEREMO PIU' FORTE!!! (applausi a scena aperta).


Brusio...

E' entrato!
Adesso gliene dice quattro!
Vedrai che tra un po' solo lui farà cadere il governo...
E' troppo bravo!
Io già lo amo!


Esce Weltroni dall'incontro con Berlusconi....

Amici miei!
Bravoooo!!!!! (applausi)
Amici miei...
Bravoooo!!!! Silenzio! Lasciatelo parlare!
Quello che volevamo lo abbiamo ottenuto!
Bravo!!!!! Sei un grande!!!! Sei bellissimo!!!! Vai Walter!
Abbiamo i biglietti gratis per andare a vedere l'ultimo film di Vanzina!!!
Bravo!!! Evviva!!! (ovazione in sala)

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